il gospel in rete (italiano)
il gospel in rete (inglese)
Il gospel

La Musica Gospel , vale a dire la musica caratterizzata da contenuti, principî e valori tipici della fede cristiana biblica (Gospel, infatti, significa "Vangelo"), affonda le proprie radici molto lontano nel tempo e nasce da una sintesi sistematica di tutti i generi sacri nero-americani, da una rielaborazione rigorosa e fedele di essi, modernizzando gli antichi moduli espressivi senza tradirli, sommando alcuni elementi liturgici afro-cristiani, ma soprattutto l’uso di tamburi e percussioni, l’impiego di cori polifonici scatenati sui ritmi più incandescenti della tradizione nera, e le nascenti forme del jazz. Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il giorno per alleviare la fatica. Quando, in seguito, i predicatori battisti e metodisti venuti dall’ Europa li convertirono al Cristianesimo essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati Spirituals, derivati, appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani. Dal punto di vista musicale, gli spirituals sono definibili come canti popolari di soggetto vario, spesso religioso, cantati ad una o più voci e senza accompagnamento musicale. Come la musica, anche il testo dello spiritual è di origine popolare, non ha cioè un autore conosciuto, né esistono vincoli a rielaborazioni personali. La stessa melodia può essere cantata in luoghi diversi con testi anche significativamente differenti; nello stesso tempo frammenti più o meno consistenti di testo si possono ritrovare in brani diversissimi. La mobilità dei testi è dovuta in primo luogo al fatto che gli spirituals non erano cantati a partire da libretti scritti e che il leader era ritenuto libero di aggiungere, sottrarre, improvvisare strofe secondo lo spirito del momento, secondo la sua fantasia ed il suo repertorio di immagini e versi. Al canto era normalmente associata la danza, modalità di espressione della preghiera assolutamente normale in Africa. Gli spirituals, patrimonio della comunità nera, noti solo a pochi appassionati bianchi e a quanti vivevano a contatto con gli schiavi, iniziarono ad essere conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo a partire dal 1871, quando un coro composto di studenti e studentesse della Fisk University (una delle prime università per africani d’America), in tournee per raccogliere fondi, decisero di proporre nei teatri degli Stati Uniti ed in seguito di molti paesi europei i tradizionali spirituals. Da allora gli spirituals divennero patrimonio dell'umanità, rielaborati in varie forme ed utilizzati come fonte di ispirazione di numerosi compositori che iniziarono ad arrangiare gli spirituals negri in un modo nuovo, simile alla musica classica europea. Alcuni artisti, principalmente coristi, andarono all'estero (in Europa e in Africa) a cantare gli spirituals negri. Negli anni '20, il Rinascimento Nero fu un movimento artistico riguardante la poesia e la musica. Per la prima volta, gli africani d'America capirono che le loro radici erano profonde nella loro terra di nascita. Il Rinascimento Nero ebbe una certa influenza sul modo di cantare ed interpretare gli spirituals negri. Primo, fu messo in evidenza il significato storico di queste canzoni. Questo costante miglioramento degli spirituals negri produsse un altro tipo di canzoni cristiane, ispirate dalla Bibbia (sopratutto il Vangelo) e riguardavano la vita quotidiana. La nascita della musica gospel intorno al 1930 è attribuibile ai molti cambiamenti sociologici avvenuti all'interno della comunità nera, il più importante dei quali fu il forte aumento dell'emigrazione dal sud da parte dei negri in cerca di maggiori opportunità economiche e libertà. Insieme a questi emigranti arrivarono le loro tradizioni religiose che trovarono espressione nelle piccole chiese che potevano permettersi alcune congregazioni.

Le tradizioni musicali di queste varie denominazioni furono conservate nelle chiese più fondamentaliste, favorendo il pieno sviluppo della musica gospel. Questo avvenne in quelle chiese che non erano legate alla liturgia tradizionale e alla formalità dei servizi religiosi - alcune Battiste, poche Metodiste, e una maggioranza di Chiese di Pentecoste o della Santità. C'era una gran sete, tra queste persone, della loro musica che potesse esprimere i loro sentimenti più intimi su Dio e il loro coinvolgimento emotivo che era parte di questa espressione. Simbolica data di nascita del Gospel contemporaneo è il giugno 1969 quando, in occasione di un meeting di gruppi gospel al Madison Square Garden di New York, un coro di 50 voci diretto da Edwin Hawkins interpretò in modo assolutamente originale un vecchio inno battista del '700, Oh Happy Day. Sostenuto da un ritmo di batteria e congas debitore del rock, sulla base di un accompagnamento pianistico e interpretato da una voce solista di contralto e un coro giovanile, Oh Happy Day fu il primo brano Gospel ad uscire dal circuito delle chiese protestanti nere e vendere in breve tempo centinaia di migliaia di copie negli USA e in tutto il mondo, diventando il simbolo stesso della musica Gospel (e probabilmente l'unico pezzo Gospel universalmente conosciuto). Quello che caratterizzava il brano non erano né il testo né la melodia, entrambi tradizionali, ma il modo "profano" di interpretare un inno sacro, utilizzando senza prevenzioni gli strumenti (fra cui il basso elettrico) e le acquisizioni melodiche della modernità. Sospinta da un rinnovato interesse delle case discografiche, la nuova musica Gospel, che sarebbe stata definita Contemporary o Rock Gospel, si sviluppò percorrendo due direzioni: un utilizzo sempre più spregiudicato degli strumenti musicali (fra cui continuò a giocare un ruolo centrale l'organo Hammond) ed un ampliamento del coro che, in contrasto con i gruppi professionisti degli anni '50 costituiti da 4-6 cantanti, raggiungerà in alcuni casi l'estensione di molte decine e talvolta centinaia di coristi.

Cominciarono ad essere disponibili vere e proprie partiture per orchestra e armonizzazioni a 4 o 5 voci per coro misto che comportarono una riduzione degli spazi di improvvisazione per tutte le parti non soliste e la necessità di un adeguato addestramento alla teoria e alla pratica musicale. La grande diffusione del disco favorì la conoscenza di questo nuovo genere musicale anche al di fuori delle chiese nere, e sempre più frequenti divennero i concerti pubblici. Fin dagli anni '80, ma soprattu tto nell'ultimo periodo, il Gospel ha sperimentato contaminazioni e fusioni con altri generi musicali quali il rhythm'n'blues, il pop, il soul, il rap.